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FESTA DELLA S. FAMIGLIA E DI TUTTE LE FAMIGLIE 2019
Lunedì 04 Febbraio 2019 16:22

Cresce lungo il cammino il suo vigore” (sal 84,8)

Il viaggio-fuga di Giuseppe e Maria con il loro bambino di che cosa è segno, che cosa può suggerire a questa o a quella famiglia, dentro la sua reale biografia? Parla di sradicamenti: è una famiglia che vive sulla sua pelle il dramma che milioni e milioni di famiglie vivono oggi. Prima un viaggio verso un’altra terra, poi il ritorno alla propria terra. Viaggio verso un’altra terra, perché c’è un agguato di morte. E Dio viene con un angelo nel sonno a comandare una fuga. Realtà sotto i nostri occhi. Fughe da terre, perché l’alternativa nella propria terra è la morte. Morte di guerra o di fame o di libertà, ma sempre morte. E Dio non è per la morte. E io a chiedermi se nei sogni di tanti non ci sia il passaggio dell’angelo. E noi, se abbiamo occhi per la famiglia migrante di Nazaret, come potremmo non averne per le famiglie migranti di oggi?

 

Ogni volta che sosto su questo brano, di fuga e ritorno dall’Egitto, mi viene spontaneo anche pensare come ogni indicazione di Dio – “Va’ in Egitto... Va’ nella terra di Israele” – chieda un prendersi cura. Che tocca la responsabilità di Giuseppe, diremmo dell’uomo: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre”. Che cosa tocca alle nostre famiglie nel concreto? Ascoltare i sogni della notte, forse anche le preoccupazioni della notte, leggervi la Parola di Dio, una indicazione di orizzonte: l’Egitto, la terra di Israele. Ma poi il resto è affidato a te. La via di fuga la studi tu, Giuseppe. Ciò che devi portare lo prepari tu con Maria. Lo spaesamento lo provate in due: in due a cercare casa e lavoro, le due cose che si cercano oggi!

Anche l’indicazione della terra in cui ritornare è fondamentalmente generica, ma Giuseppe è tutt’altro che uomo passivo. Viene a sapere di Archelao, decide di mettere casa in un’altra regione, va a Nazaret. Mi sembra di vedere nel racconto quasi un elogio di Giuseppe, della sua intelligenza e intraprendenza. Ma che cosa poi significa prendersi cura? Di questo ci si dovrebbe preoccupare: significa pensare, confrontarsi, capire, trovare soluzioni. E Giuseppe è un laico, non è né un prete né un mezzo prete. E’ chiamato in causa lui, con la sua intelligenza, la sua visione della realtà, il suo coraggio di rischiare, rischia lui.

don Angelo Casati


 

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