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Amici della Parrocchia

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Carissimi parrocchiani,
Sabato 28 Giugno 2025 14:03

voglio dedicare un pensiero in questo ultimo editoriale di giugno alle Assemblee Sinodali Decanali (ASD): non ne parliamo quasi mai ma sono presenti da ormai 3 anni e in questo periodo la Diocesi sta coltivando uno sguardo al futuro di questo cammino compiuto da laici del nostro Decanato. La parola-chiave emersa nella verifica è stata «futuro», ma accompagnata dalla convinzione specifica che occorra una certa continuità. Nella recente sessione residenziale del Consiglio Episcopale Milanese si è parlato delle Assemblee sinodali decanali (ASD), nel contesto di una riflessione a 360 gradi che ha toccato i tre anni di cammino già compiuto e il futuro che seguirà.

Perché è necessaria questa revisione?

Dopo tre anni di lavoro – anzi, quattro se aggiungiamo i Gruppi Barnaba – si è evidenziata una serie di elementi messi a fuoco dalle varie Assemblee e che, a nostro giudizio, sono bisognosi di un miglioramento e di una modifica, legata anche al fatto che, anche se vi sarà tecnicamente una chiusura del percorso, non si tratterà di una vera e propria chiusura, ma di un cammino che immaginiamo in continuità con quanto fatto precedentemente.

Quali sono i punti più rilevanti sui quali lavorerete?

Abbiamo registrato rilievi che riguardano, per esempio, il compito missionario: ci sono domande più di senso e interrogativi riguardanti maggiormente gli aspetti tecnici. Rispetto a questo compito, esiste una domanda di fondo che le Assemblee si pongono rispetto al loro ruolo, a cosa hanno compiuto e a come si collocano nel panorama dell’azione missionaria dell’intera nostra Chiesa. Lavoreremo insieme su una definizione più accurata e precisa dello scopo delle ASD che, talvolta, sentono la fatica di un organismo ancora nuovo e, quindi, di non facile comprensione. E questo sia all’interno delle Assemblee stesse (soprattutto quando c’è magari il cambio di qualche membro), sia nella Chiesa territoriale presente nella vasta nostra Diocesi di Milano.

Dopo questo triennio che tipo di bilancio si può stilare?

Direi che siamo in una fase di amore maturo: c’è senz’altro l’entusiasmo dei primi momenti, avendo ritrovato il senso profondo dell’essere testimoni, ma anche, sicuramente, una maggiore consapevolezza delle fatiche che si stanno vivendo, anche a livello di impegno richiesto alle persone coinvolte. Fatiche che riguardano il dualismo tra fare cose o essere Chiesa e la complessità di stare dentro un processo che abbiamo avviato. Quindi c’è la consapevolezza che l’Assemblea è una scelta profetica che chiede continuamente conversione e di “ridirsi” il perché esista e agisca in un certo modo. «Non possiamo chiudere qui l’esperienza, non possiamo passare il testimone perché abbiamo appena iniziato a lavorare, a costruire relazioni e sarebbe bello poter continuare». Quindi avanti con forza, cari fratelli e sorelle!

 

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