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Settembre torna, come ogni anno, a bussare alla porta delle nostre case e della nostra comunità. Le valigie si disfano, i ritmi riprendono, e insieme a tutto questo si riaccende anche il cammino pastorale che ci accompagnerà per i prossimi mesi.
Quest’anno la nostra Diocesi ci consegna una domanda che sembra quasi rubata a un passante curioso, incuriosito da un chiasso di festa che non sa spiegarsi: “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?”
È una domanda che vale la pena lasciarsi addosso in queste settimane. Perché non è una domanda teorica, buona per un titolo su un manifesto: è una domanda che chiunque, passando davanti al nostro oratorio, alle nostre feste, alle nostre chiese, potrebbe davvero porsi.
Che cosa vedono, gli altri, quando ci guardano vivere la nostra fede insieme? Vedono una gioia vera, contagiosa, che si spiega solo se si conosce il Signore che la genera? O vedono soltanto un’abitudine, un rito ripetuto senza più stupore?
Settembre, per una comunità cristiana, non è mai un mese qualunque: è l’inizio, il “capodanno” pastorale, il momento in cui si torna a seminare per raccogliere insieme, un passo alla volta, lungo tutto l’anno. E quest’anno il seme che ci viene consegnato è proprio la gioia — non un’euforia superficiale, ma quella gioia profonda di cui parla il Vangelo, quella che nasce dall’incontro con Cristo e che nessuna fatica, nessuna fragilità, nessuna stanchezza riesce a spegnere del tutto.
E la buona notizia è che questa gioia, quest’anno, la nostra comunità è già chiamata a viverla concretamente, in tanti appuntamenti che scandiranno le prossime settimane.
Penso alla prossima festa di Cascina Emanuela, occasione bella per ritrovarci come famiglia più grande, per riscoprire che la fede si vive anche nella semplicità di uno stare insieme gratuito. Penso alle feste degli oratori, che riaprono le porte ai ragazzi e alle famiglie dopo l’estate, segno vivo che la comunità continua a scommettere sui più giovani e sul futuro. Penso agli anniversari che in questo periodo celebriamo — matrimoni, ordinazioni, tappe di vita consacrata a Dio e alla comunità — che ci ricordano come la fedeltà, quando è vissuta nel tempo, diventi essa stessa una forma di gioia matura, meno appariscente ma non meno vera.
E infine, un appuntamento che riempie di speciale allegria tutta la nostra Diocesi: la prossima ordinazione diaconale di Pietro. È un dono grande vedere un fratello rispondere sì alla chiamata del Signore, ed è giusto che tutta la comunità si stringa attorno a lui con la preghiera e con la festa, perché la sua gioia diventi anche la nostra.
Ecco allora la nostra risposta a chi ci chiede: “Che allegria c’è?” C’è la gioia di rimetterci in cammino insieme, di ritrovarci, di festeggiare la fedeltà e di accogliere un nuovo diacono nella Chiesa. C’è anche la gioia, fatta di speranza, per il nostro Parroco Don Sergio: da tempo ricoverato in ospedale e che in questi giorni ha iniziato una nuova terapia, che tutta la comunità accompagna con la preghiera, augurandogli un cammino di piena guarigione.
Buon settembre a tutti, allora. Buon inizio di anno pastorale. Buon cammino verso quella gioia vera che, sola, sa rispondere a ogni domanda.
Buona gioia a tutti!
don Massimiliano |