Calendario Comunità Pastorale

Amici della Parrocchia

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
Carissimi parrocchiani /-e, PDF Stampa E-mail

Maria Santissima ci ha accompagnato nel cammino di questo mese a lei dedicato, che ora giunge a conclusione il 31 maggio con la Festa della Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta. Sono molti i frutti di questa preghiera mariana, che ci mette in diretto contatto con i Misteri della vita di Cristo, e che ci dona a poco a poco di acquisire una vera spiritualità mariana, fatta di umiltà, di preghiera generosa, di desiderio continuo di fare la volontà di Dio nelle nostre scelte quotidiane. Maria ci dona poi di essere pienamente inseriti nella Chiesa e nel suo cammino missionario, frutto del dono dello Spirito. Nella Solennità della Ascensione che celebriamo Giovedì prossimo 29 maggio (al Brollo alle 9.00 e a Solaro alle 18.30, con Messa Solenne), daremo inizio ai giorni della Novena allo Spirito Santo: nove giorni che ci preparano alla Solennità di Pentecoste (domenica 8 giugno), festa che conclude il grande periodo del Tempo pasquale. Lo Spirito Santo che invocheremo su noi e su tutta la Chiesa, è lo stesso che ha scelto papa Leone XIV come nostro Pontefice, è lo stesso che sostiene tutti i missionari nel mondo, è lo stesso che dà vigore e potenza divina a tutti coloro che a vario titolo annunciano il Vangelo con la loro vita in questo nostro mondo segnato dal peccato dell’uomo. Sia proprio la luce dello Spirito santo che illumini il nostro cammino personale, famigliare e comunitario.

Un ultimo pensiero lo voglio rivolgere ai nostri ragazzi/-e che hanno vissuto la S. Comunione e anche a coloro che faranno l’esperienza della Fiaccola, dal 30 maggio al 2 giugno: tutti possano fare esperienza di Gesù insieme al nostro don Massimiliano. La ricerca di Gesù faccia della nostra vita una gioiosa fraternità.

Don Sergio Tomasello – parroco della CP

 
Carissimi parrocchiani e parrocchiane, PDF Stampa E-mail

siamo da qualche giorno in Festa al Villaggio Brollo (dal 16 al 26 maggio), e stiamo già preparando la Festa di Solaro (programmata dal 13 al 16 giugno) per i nostri Santi Patroni Quirico e Giulitta, martiri.

Ad allietare il momento della Messa finale del Brollo Domenica 25 maggio – davanti alla Chiesetta della Madonna dei Lavoratori - abbiamo invitato don Leo, prete di origine polacca, che quest’anno festeggia i suoi 24 anni di sacerdozio, e che ora svolge il suo Ministero pastorale presso l’Ospedale di Rho come Cappellano.

Mentre per la Festa di Solaro i festeggiati eminenti sono ben tre: Don Alberto Fusi (sacerdote paolino, nativo di Solaro) che compie il suo 50° di Sacerdozio; Don Giorgio Guidi, parroco emerito, che compie 45 anni di sacerdozio; e Don Massimiliano Mazza, vicario in pectore, che compie i suoi primi 10 anni di ministero sacerdotale.

Li ricorderemo tutti e li festeggeremo nella Festa patronale di giugno, e in particolare ci ritroveremo alla S. Messa conclusiva di Lunedì 16 giugno ore 21,00 nella quale inviteremo anche tutti i sacerdoti che hanno servito le nostre Comunità oppure che sono nativi di Solaro e Brollo. Alla fine bruceremo il pallone dei martiri sul sagrato.

Partecipare a tutti questi momenti di festa e di ritrovo significa rinsaldare i rapporti tra noi, con i sacerdoti e i pastori delle nostre Comunità cristiane; significa invitarsi vicendevolmente e gustare questo nuovo cammino di Comunità pastorale, iniziato ormai nel novembre 2022, con il nome e l’esperienza dei Discepoli di Emmaus, contenti di avere visto il Signore Risorto; significa anche crescere nella stima reciproca continuando il percorso di unità, con l’aiuto di tanti laici volontari, di tanti gruppi che si compenetrano nell’impegno pastorale, e in particolare con l’aiuto del nostro nuovo Consiglio Pastorale della Comunità pastorale che anche in questo mese si troverà per orientare il cammino di tutti noi. Auguriamoci tutti: buone feste di Comunità!!!

Don Sergio Tomasello – parroco della CP

 
Carissimi parrocchiani/-e, finalmente HABEMUS PAPAM ! PDF Stampa E-mail

Dopo giorni di attesa e di preghiera, in cui la Chiesa ha invocato lo Spirito Santo sul Conclave, è stato nominato dai Cardinali elettori Robert Francis PREVOST, con il nome di LEONE XIV. Diciamo subito che anche questa volta il candidato non era né previsto né chiacchierato, ma sicuramente un Papa legato a Papa Francesco (era stato nominato gli ultimi due anni responsabile del Dicastero per la nomina dei Vescovi), un Papa con esperienza missionaria di vari anni (in una Diocesi del Perù), un Papa studioso e legato alla vita religiosa degli Agostiniani, presenti in tutto il mondo seguendo la preziosa regola di vita di S. Agostino, un Papa pastore e con una visione mondiale sulle problematiche che la Chiesa ha vissuto negli ultimi anni attraverso l’esperienza sinodale (sarà lui a portarla a conclusione). Penso che dobbiamo essere tutti contenti che questa scelta non è stata né lunga né complessa, nonostante la stampa abbia fatto di tutto per vedere la Chiesa divisa in partiti e fazioni: niente di più sbagliato: anche i criteri espressi tra tradizionalisti e progressisti (categorie più politiche che altro, poco adatte alla narrazione che riguarda la Chiesa cattolica) si sono subito stemperate e sono cadute nell’oblio. La Chiesa è invece comunione nella differenza, è cattolica nel senso di aperta all’annuncio del Vangelo in ogni parte del pianeta (bello vedere tutta quella gente sotto il loggione di San Pietro e pregare, attendere, gioire della elezione del nuovo Pontefice, una unità riscoperta – se ancora ce ne fosse bisogno - nel cammino della cattolicità e della Chiesa Universale.

Il nuovo Papa Leone XIV ci ha dato subito le parole chiave del suo Magistero: la pace che viene dal Cristo Risorto, l’unità e la comunione che ognuno dei credenti è chiamato a costruire, per una missione ancora viva in tutte le parti della terra.

Ancora possiamo gridare: “Ubi Petrus, ibi Ecclesia!”.

Don Sergio Tomasello – parroco della Comunità Pastorale

 
Carissimi parrocchiani e membri della Comunità pastorale, PDF Stampa E-mail

siamo entrati in maggio, un mese molto importante, mese dedicato alla Vergine Maria, che viviamo all’interno del grande Tempo Pasquale: le 7 settimane che vanno dalla Pasqua di Resurrezione – da poco celebrata - alla Solennità di Pentecoste (quest’anno sarà domenica 8 giugno). Cinquanta giorni, un tempo ampio in cui riscoprire che Cristo è risorto e vivo nella Chiesa, e che in quanto risorto dona sempre alla sua Chiesa il suo Spirito di santità, il suo amore che perdona e redime, la sua stessa vita per la nostra salvezza. Ecco che in tutto questo la Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, ci è vicino, ci è di esempio, e ci sta davanti con la sua fedeltà: preghiamola ogni giorno.

Sia proprio Lei, la Vergine Maria, in questo mese di maggio a guidarci nel Pellegrinaggio della vita; sia Lei ad indicarci la strada maestra per seguire il suo Figlio Gesù, attraverso la preghiera meditata del S. Rosario (questa preghiera lo sappiamo ha un taglio cristologico, nel senso che meditiamo insieme a Maria i misteri della vita di Cristo: i misteri della gioia e del dolore, i misteri della gloria e della luce, ci parlano di Lui!). Stiamo vicino a Maria in questi giorni e non sbaglieremo direzione.

Un invito poi che voglio anche fare a tutti è di attendere in preghiera la nomina del nuovo Papa, il successore di Pietro, per tutta la Chiesa cattolica. Il 7 maggio inizierà il Conclave e i vari Cardinali saranno pronti a confrontarsi, a pregare e a riflettere sul momento di Chiesa che stiamo vivendo e sulla eredità spirituale lasciata da Papa Francesco. Certamente lo Spirito Santo soffierà in questa Assemblea di Vescovi riuniti insieme in Vaticano: dobbiamo pregare per il dono del discernimento e perché la persona scelta dai vari Cardinali sia idonea alla Missione che la Chiesa ha nel mondo odierno e futuro. Per favore: non andate dietro a tante inutili parole, non seguite i toto-Papa che non servono a nulla. Leggete per esempio con assiduità il giornale Avvenire, e ascoltate le voci ecclesiali deputate a seguire questi eventi – sala stampa, comunicati ufficiali - e che riporteranno giorno per giorno le giuste notizie da sapere e da condividere all’interno della Chiesa Cattolica. Tanti giornalisti hanno attese e curiosità molto diverse da noi credenti. Scegliete bene chi ascoltare e su cosa riflettere.

Don Sergio Tomasello – parroco della Comunità Pastorale

 
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nel giorno dei funerali di Papa Francesco, monsignor Mario Delpini riflette sulla cifra complessiva del pontificato («la pratica della misericordia»), sui frutti maturati in Diocesi («la cura del creato, l’impegno per la pace, i percorsi di preparazione al Sinodo») e rivela a tutti: «Per me aveva una certa simpatia».

Eccellenza, che cosa riassume la ricchezza del pontificato di papa Francesco?
Credo che il suo motto episcopale, “Miserando atque eligendo”, sia una proposta sintetica molto affascinante: Dio ha avuto misericordia di me e mi ha scelto e sono incaricato di praticare la misericordia. Questo atteggiamento di presa a cuore della Chiesa, dei poveri, delle guerre, delle situazioni complicate che si sono realizzate anche nella Chiesa, la misericordia con cui si è fatto carico dei miseri, mi pare che sia iscritta nella sua intuizione originaria di quando è diventato vescovo e Papa. Riassume tanti aspetti del suo pontificato.

Quale indirizzo il Santo Padre ha impresso alla Chiesa Cattolica?

La storia della Chiesa è come la tessitura di un grande arazzo. Quindi ciascuno porta i suoi fili, tesse il suo disegno e l’arazzo poco a poco si completa. Nella storia della Chiesa ciascuno ha portato il dono speciale che ha ricevuto dallo Spirito: tutto ha contribuito a scrivere la storia della Chiesa, la sua tradizione, le sue manifestazioni al mondo, i suoi peccati, le sue grazie. Noi stiamo tessendo tutti insieme questo arazzo e l’impronta che papa Francesco ha lasciato è definitiva, è come quando si fa un disegno su un arazzo. Poi continueranno i suoi successori a tessere l’arazzo, perché la gloria di Dio possa manifestarsi in ogni tempo e in ogni luogo attraverso il segno povero della Chiesa.

In che modo la Diocesi di Milano può custodire l’eredità di questo papa?

In Diocesi il magistero di papa Francesco è stato recepito da molti dando vita anche a forme continuative di riflessione, di impegno come i gruppi Laudato si’, i percorsi della sinodalità, tante forme di interpretazione del fenomeno migratorio, di sensibilità per la pace o di cura per la recezione del Vaticano II nelle sue forme più significative. Il tema della sinodalità – su cui il Papa ha impegnato tutta la Chiesa, quella italiana in particolare, e che anche la Chiesa di Milano sta praticando – è un’eredità significativa di un modo nuovo di gestire la responsabilità, la corresponsabilità e la decisione sui temi dentro la comunità milanese.

Vuole condividere con noi un suo ricordo personale?

Una parola che mi è stata rivolta da papa Francesco e che lui ha ripetuto incontrando gruppi di ambrosiani in visita è stata: «Il vescovo di Milano è piccolo, ma è tutto pepe». Una ulteriore espressione di simpatia.

 
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Sabato, 11 gennaio 2020

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