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Amici della Parrocchia

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
Generare figli e rigenerarli come figli di Dio PDF Stampa E-mail

Oggi e nelle prossime Domeniche circa 70 ragazzi e ragazze riceveranno per la prima volta la Comunione. È un momento significativo per Ragazzi e Famiglie, per Comunità Educante dell’Oratorio e per la Comunità intera. Per cogliere il senso di questa ci lasciamo aiutare da don Antonio Costabile, ex Responsabile dell’Ufficio Catechistico

Generare figli e rigenerarli come figli di Dio

I Genitori che accolgono la vita e accompagnano nella crescita i figli fin dal concepimento, dalla nascita e nella prima infanzia, sono chiamati a dare tutti loro stessi con l’affetto, la dedizione, la cura, il lavoro, la condivisione, la gioia che ogni giorno richiede. I figli sono dono dall’alto, segno inequivocabile e indelebile dell’Amore prov-vidente di un Dio, che è Padre di tutti, verso i Genitori.

I figli sono una benedizione per i Genitori, per la Chiesa, per il mondo. Dio continua a creare la vita mediante la generazione di nuovi figli chiamati alla vita con la fattiva “collaborazione” di due Genitori. I Genitori vivono l’evento della nascita di uno o più figli con lo stupore riconoscente verso il Dio della vita e dischiudono in loro una meraviglia credente verso il Padre celeste. In essi si rispecchia la gioia incontenibile e la disponibilità totale a dare la vita senza riserve. I figli diventano una via straordinaria e concreta di un possibile cammino credente per i Genitori e insieme di tutta la famiglia.

I figli, quindi, parlano di Dio ai Genitori, prima ancora di ogni parola, con la loro stessa presenza, con il loro sorriso disarmante, con la richiesta di essere accolti e amati senza riserve come è nella logica di un itinerario credente. Dio bussa alla porta del cuore, della mente, della vita di due Genitori, li chiama come Gesù chiamò i suoi primi discepoli per seguire Lui fino a dare la propria vita. I Genitori, che sono aiutati dalla e nella Comunità cristiana ad essere credenti e a mostrare come essere discepoli dietro a Cristo, scoprono gioiosamente il senso più vero, affascinante ed esigente della loro vocazione nella Chiesa e nel mondo: essere segno visibile dell’amore di un Dio che è Padre e Madre per ogni bimbo che viene a questo mondo, che viene alla luce.

La scelta di offrire il dono del Battesimo e poi gli altri Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana ai figli (Cresima e Comunione) chiede ai Genitori e a tutta la Comunità cristiana una presa di coscienza, un riconoscimento grato e gratificante del Dio della vita, un reciproco aiuto a rendere visibile nell’amore vicendevole, in un dialogo continuativo, in buone relazioni tra famiglie la novità radicale e sorprendete della Buona Notizia. Un Vangelo vissuto tra le mura di casa, negli affetti, nella cura reciproca tra gli sposi, tra Genitori e figli, ha bisogno necessariamente di un’apertura alla Comunità cristiana perché non manchi il respiro e l’orizzonte pieno della grande Famiglia di Dio, che è la Chiesa, madre e sposa per tutti credenti.


 
MESE DI MAGGIO - Preghiamo con Maria PDF Stampa E-mail

A livello comunitario il mese di Maggio è un mese “caldo” per diversi motivi e appuntamenti comunitari che coinvolgono famiglie e parrocchie.

 

La Prima Comunione che i nostri Ragazzi e Ragazze di 4a Elementare riceveranno in Domeniche diverse e a gruppi. Dietro ad ogni Ragazzo/a c’è una famiglia e dei parenti, accanto a loro Catechisti ed Educatori, uniti a Oratorio e Comunità che si sono spesi per offrire l’annuncio del Vangelo e un cammino di apertura a Gesù e di fraternità con la Chiesa. Non c’è Prima Comunione senza avere gli occhi del cuore fissati su Gesù, non c’è Prima Comunione senza unione alla Comunità, non c’è Prima Comunione senza desiderio di vivere il Vangelo della carità. È finito il tempo di avere questa occasione solo per far festa tra parenti e amici… ce ne sono già troppe!

Maria, insegnaci come lasciarci amare da Gesù per seguire tuo Figlio!

 

La Festa Patronale del Villaggio Brollo è alle porte. Saranno diversi gli appuntamenti comunitari per coinvolgere tutto Brollo, da quelli per ringiovanire lo spirito di Contrada a quelli religiosi attorno a don Piero, dalla Messa coi malati alla riscoperta del prete educatore don Lorenzo Milani che dà il nome a due Scuole del Villaggio, i fuochi pirotecnici… Si inizia con il Rosario e la Messa nelle Contrade (come indicato a pagina 3), per essere pronti a sentirci popolo di Dio e gente del Brollo in festa.

Maria, Madonna del Carmine e dei Lavoratori prega per noi!

 

Anche la preghiera del Rosario in vari luoghi di Solaro (come indicato a pagina 3) sarà utile per sentirci uniti a Maria e da Lei. Ci lasceremo guidare dal Messaggio che papa Francesco ha inviato ai Giovani per invitarli alla Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona. Il papa si rivolge ai Giovani offrendo loro l’icona evangelica dell’incontro tra Maria ed Elisabetta: icona che istiga a “muoversi all’incontro” come ha fatto Maria, ad “avere fretta” per rispondere ai bisogni dei vicini come ha fatto la mamma di Gesù correndo dall’anziana mamma Elisabetta, a nutrire “la fretta buona che ci spinge sempre verso l’Alto e verso l’altro” senza distrazioni.

Maria, Madonna del Rosario, insegnaci a pregare e ad amare!

 
Le ferite dei chiodi e il costato aperto - Metti qui il dito! PDF Stampa E-mail

“L’invito a toccare le ferite arriva anche a noi oggi. Siamo chiamati perciò a fissare lo sguardo su queste piaghe. Cosa sono queste ferite da toccare? Cosa rappresentano?

Sono segno del prezzo dell’amore. L’amore per l’uomo ha un prezzo, e Dio lo ha pagato. Ogni amore ha un prezzo. La volontà di Dio non era quella di far morire il proprio Figlio, ma di consegnarsi completamente nelle mani dell’uomo…

Le ferite di Gesù sono il segno della fedeltà di Dio: nonostante l’amore di Dio sia stato ferito, Lui è disposto a ricominciare, a ricostruire un’alleanza con l’uomo; e per far questo riparte proprio dalle ferite che l’uomo gli ha procurato. Il fatto che Gesù vada incontro ai discepoli e mostri loro le piaghe delle mani e del fianco, fino ad invitare Tommaso a mettere il dito nel costato trafitto, riporta i discepoli al desiderio di Dio di ripartire nell’amicizia con l’uomo che lo aveva abbandonato. Le ferite del Risorto dicono la disponibilità di Dio a ricominciare. Dalle ferite di Gesù può nascere una nuova comunione con l’uomo. Le ferite di Gesù diventano segno di colui che non risponde con violenza alla violenza, ma la assorbe e la trasforma in vita nuova: la vita del Risorto.

Le ferite di Gesù sono anche un invito a ridare continuamente fiducia a chi ci ha tradito e fatto del male. Domandandogli di mettere la mano nel suo costato, il Signore incoraggia Tommaso a guardare gli altri dal cuore di Dio. Il costato trafitto di Gesù è l’ingresso nel cuore di Dio: da lì noi siamo chiamati a guardare le persone e le loro fragilità. La ferita del costato trafitto è dunque la feritoia da cui guardare gli altri. Vedendo il buono che possono compiere, piuttosto che il male che hanno fatto. L’incontro con il Risorto fa ripartire la fraternità, la comunione tra i discepoli. La comunione, la fraternità tra noi diventano quindi testimonianza del Risorto. Se guardata dalla feritoia del costato trafitto di Gesù, anche la fragilità sperimentata - che insidia la comunione - diventa condizione per una comunione più autentica e vera. Veniamo riportati alla consapevolezza di essere una comunità di peccatori perdonati.

Le ferite del Risorto ci ricordano che non c’è comunione senza sacrificio. Ci ricordano il prezzo dell’amore. L’amore per l’uomo ha un prezzo e Dio lo ha pagato. Quale prezzo sono disposto/a a pagare per essere un uomo o una donna di comunione? Talvolta il prezzo consisterà in una pazienza tenace, nel continuare a raccogliere e a invitare la gente attorno all’altare del Signore, per fare memoria di Gesù. Altre volte sarà l’umiltà di fare il primo passo per andare a cercare qualcuno che è lontano o che si è smarrito nel cammino della vita. Oppure si tratterà di far tacere le proprie convinzioni per ascoltare fino in fondo il pensiero altrui, per cercare di comprenderlo. Talvolta pagheremo la fatica di perdonare in silenzio, portando le fragilità e le pigrizie degli altri”.

(don Davide)

 
FIACCOLA 2023 Bologna - Solaro ...ci siamo! anche noi PDF Stampa E-mail

Un gruppo di nostri amici sono pellegrini per questo momento “speciale” che la nostra Comunità Pastorale vive ormai da anni: è un “segno” che coinvolge nella gioia e nella fatica adolescenti, giovani e famiglie.

Proviamo a sintonizzarci con loro e soprattutto con il loro “spirito”…

pur rimanendo nelle nostre case di Solaro e Brollo.

Ispiriamoci alla “F” (lettera iniziale della parola).

Fiaccola simbolo di unità tra “podisti” e “assistenti”, la si segue, ma la si porta con passione ed entusiasmo; sta davanti ed è vista da chi sta ai lati della strada… ma fa notare anche chi la sta portando e tutta la “carovana” che viene dietro, con Gesù al centro.

Fuoco sempre lo Spirito Santo fa sorgere e anima, guida ed è faro vero che riscalda il cuore e rafforza le energie dei “pellegrini”. Non lo si vede, ma “soffia”. Prepara la strada e chiude la fila.

Fede segna la partenza e l’arrivo, sostiene mentre si celebra l’Eucaristia e quando si prega insieme, viene illuminata dalle testimonianze che si incontrano nel viaggio, è arricchita da quanto si vede con gli occhi e si contempla con il cuore.

Fraternità il mangiare accanto, il dormire nello stesso ambiente, il soffrire condiviso sono solo tempi dello spirito comunitario; ma basta il semplice “stare insieme” perché esprime l’essere “piccolo gregge in cammino”

Fatica ci sono salite e discese, ci sono km da macinare correndo, si corre, si suda, camminando, pedalando, guidando, preparando pasti, sistemando i luoghi in cui si viene ospitati…

Fortezza e Fedeltà Bologna la strage alla stazione, Marzabotto la strage nazista di civili e partigiani, Santi Patroni in città e chiese… quante belle testimonianze di carità e di violenza subita… da custodire come ricordo!

Fine si arriva davanti alla chiesa di Brollo (Martedì 25 Aprile ore 18.00) e si accende il braciere, perché il Fuoco tenga “calda” la nostra Comunità. Ma Gesù continua a stare con noi nello “spezzare del pane”… per continuare il pellegrinaggio della nostra vita personale e comunitaria di “discepoli di Emmaus”.

 
"Gesù è risorto! Sii mite e spera" - Alleluia! Buona Pasqua PDF Stampa E-mail

Al tempo di Gesù…Criminali ce n’erano… Barabba è solo uno di loroI ladri rubavano nelle case… e Gesù muore in mezzo a due di loro.Politici corrotti non ne mancavano… Pilato ed Erode sono passati alla storiaAmici che rinnegavano, tradivano e poi se ne andavano… Gesù ne aveva scelti confidando in loro, ma hanno pensato più a sé stessi che a Lui.Violenze su donne e bambini si perpetravano con disinvoltura… e le prove venivano fatte sparire velocemente.In molte parti del mondo imperatori e re cercavano di conquistare più terre possibili, invadendo, distruggendo… e in più erano conquiste che si dovevano ricordare con parate militari e monumenti.Si aveva paura di dio: quello degli ebrei che aveva dato il Decalogo, quello col  nome del sole e degli astri, quello col volto di bue, quello che lanciava fulmini dall’Olimpo… molti preferivano fare a meno di dio e interessarsi dei propri affari, vivendo come se lui non esistesse.Non è proprio cambiato niente rispetto a oggi!Ai suoi tempi cosa ha fatto Gesù?“È passato facendo del bene a tutti” (san Pietro) e per questo ha pagato, decidendo di perdonare e salvare fino a rimetterci la pelle su una croce. Ancora oggi la Chiesa continua a cantare nel Preconio: “Con la morte e resurrezione alle pecore tutto si è donato, perché l’umiliazione di un Dio ci insegnasse la mitezza di cuore e la glorificazione di un uomo ci offrisse una grande speranza”.La Chiesa è “cocciutamente pasquale”, perché crede fermamente che il suo Signore non si rassegna mai: Gesù Risorto continua ad attraversare l’umanità e a “seminare bontà” in ogni “periferia esistenziale” e nel cuore di tutti. Ma non fa questo senza l’aiuto intimo e grande dello Spirito Santo e senza il piccolo apporto che possiamo dare come Chiesa.Cantiamo a squarciagola il nostro Alleluia! Come Comunità Pastorale,“riconosciamolo allo spezzare del pane” e lasciamoci “ardere il cuore”.Cantiamolo con la vita smettendo di lamentarci… perché siamo molto impegnati a gustare la bellezza di essere Comunità del Risorto e ad abbracciare i delusi che accanto a noi fanno fatica a sperare.

 
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Sabato, 11 gennaio 2020

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